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patologia b
che sia un lavoro ben fatto. c'era scritto alla fine della lettera. nella scatola anche cento mazzetti da diecimila euro. il resto a fine lavoro. la musica dei taos suonava potente in sottofondo.(taosrock.it, si! lo so, questo fa molto film americano che per fare pubblicita' a un cantante mettono la canzone in sottofondo) surfin on emotion. squilla il telefono. amore, ciao....si, ti amo un casino....e ti desidero...stasera non posso...ho un impegno importante...lavoro sai...no che non ti tradisco...e' solo che sono bei soldi...ok. facciamo pero piu' tardi...alle dieci?...ok! chiamo io il ristorante per ritardare la prenotazione.
il lavoro era semplice. dovevo ammazzare un tipo e la sua amante. nella lettera c'era scritto proprio tutto. appostarmi su una collinetta a ridosso di una villa. quella sera gennaro catrame e la sua gallina sarebbero andati li'. per consumare un pasto caldo. per cosi' dire. non sarebbe stato buio alle otto. era agosto. poteva essere un trabocchetto. ma a che pro? i soldi li avevo. e non li avrei lasciati. bene.
presi la borsa. la misi in cassaforte. e mi preparai alla serata.
le cinque. mi misi in macchina. in mezz'ora sarei stato li'. il mio fucile di precisione nel baule. pronto a colpire.
le sei. mi ero gia' appostato. e montavo il fucile di precisione. stavo sistemando il mirino.
le sette. fumavo una sigaretta. in attesa che arrivassero. faceva parte del mio lavoro. aspettare, intendo. e rimanere calmi, soprattuto.
otto meno venti. la macchina di catrame. erano in anticipo. bene. meglio cosi'. mi apposto. l'occhio destro nel mirino. il fucile ben saldo sul cavalletto.
sdraiato il quel modo, vedevo l'auto entrare nel cortile della villa. fermarsi. sembrava che i due litigassero un po'. o si scambiassero effusioni. hei. calma. aspettate di entrare. come se mi avessero sentito. dalla portiera di sinistra catrame esce per primo. seguito a ruota dalla gallina. bionda. fighissima. di spalle. culo fantastico. le bionde sono il mio debole. cristina del resto era bionda. minchia. cristina. non avevo chiamato il ristorante. cazzo. cazzo. non adesso. concentrarsi.
inquadro la testa di catrame che parla. un attimo dopo esce dall'inquadratura. steso. stecchito a terra con una macchia rossa tra i capelli. muovo l'inquadratura verso la gallina. contemporaneamente lei si gira verso la collina, spaventata.
l'indice della mano destra e' gia' sul grilletto. quanto puo' durare un istante? il dito sta per iniziare la pressione. lei e' oramai nel mirino. vedo il suo profilo sinistro. bellissimo. percepisco il proiettile che viaggia nella canna del fucile. lei e' oramai girata verso la collina. il proiettile, l'istante piu' lungo della mia vita, e' oramai fuori dal fucile. sta per venire da te. bimba. guardo. la sua faccia spaventata. il mio cervello, l'istante dopo aver premuto il grilletto, smette di essere quello di freddo killer. torno ad essere io. la sua faccia spaventata. la faccia spaventata di cristina...cristina...cristina...perche'?







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pubblicato il 2006-12-22 alle 13:38:05