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Tronchi
Ostacoli ad oggetto
l’enigma del dado
sciogliere la fune
e imprimere la rotta
ognuno la sua mappa
un esito che sigla
attimo iniziale:
un luogo per il pasto.








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pubblicato il 2018-09-30 alle 10:00:35









Darlene, aggiunto alle 12:27:37 del 2018-09-30

Il titolo e poi l’incipit ad esso collegato con la metafora di una situazione enigmatica ed aleatoria in cui l’ umanità si imbatte (ostacoli ad oggetto l’enigma del dado). Quale tra le tante di ogni giorno\ epoca? Nessuna in particolare, credo, ma riscontrabile in ogni tempo. I versi successivi danno le alternative possibili: “sciogliere la fune ed imprimere la rotta” come fosse il nodo di Gordio lasciandosi guidare da qualcuno oppure nessuna rotta e ad “ognuno la sua mappa”. Alla fine l’unico esito possibile sa di cerchio (un esito che sigla attimo iniziale) e coincidenza di fine ed inizio come in un momento dell’eterno ritorno, che può essere letto come quello della verità, dove l’enigma è sciolto in funzione del soddisfacimento di un bisogno primario (un luogo per il pasto)che fa da collante universale nelle vicende umane. Mi sembra un riflettere su binari niciani. In fondo si tratta sempre della stessa energia che gira nell’universo dall’inizio dei tempi, in forme diverse. Mi hai fatto ricordare Rebus di Ewa Lipska dove è il mondo intero a presentarsi sotto forma di incognita ed a cui non interessano le nostre domande.