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Daymon
E' una mattinata di febbraio e Daymon é qua di fianco a me, il suo culo contro il mio gomito che lo tocca dentro ogni volta che schiaccio un tasto e sta russando della grossa. So che é scoglionato tanto quanto lo sono io. Daymon sogna sentieri pieni di alberi e insetti che volano, grosse pietre piatte da cacciare e un ruscello dove sguazzare dentro e naturalmente sogna me al suo servizio mentre raccolgo le sue prede di pietra da dieci chili l'una e gliele rilancio e se non sono abbastanza svelta con una bella abbaiata mi richiama all'ordine. E invece no, io e Daymon siamo qua in casa svaccati sul divano in questa città di merda dove ci siamo confinati alla ricerca di un equilibrio e di una stabilità in precario bilico fra materia e follia celeste. Quando siamo tornati dalla nostra vita sui monti Daymon non si é mai lamentato un solo secondo a differenza di me che per lungo tempo mi sono sentita come Heidy quando era stata costretta a trasferirsi a Francoforte. Daymon non si perde mai d'animo e mai, mai, desidera abbandonami al mio destino di testa di cazzo, piuttosto prega in silenzio che mi venga in mente alla svelta qualcosa da fare insieme, fosse anche dormire o nascondersi sotto al tavolo facendo finta che il tappeto sia un fiume pieno d'acqua e i suoi peluches delle radici da dissotterrare! Attende per ore che io comprenda quanto sia importate offrirgli subito un solo piccolissimo micro-biscotto. Per esempio oggi, potrei essere gentile e tenergli l'osso mentre lo rosicchia in santa pace disteso fra me e il divano rosso, posto sotto al mio culo. Invece no, proprio oggi deve attendere i miei stupidi tempi. Deve attendere che alcuni ricordi che salgono da non si sa dove e che appartengono a seicento mila vite fa se ne vadano da un'altra parte. Ricordi antichissimi dove Daymon fu per me quello che in questa vita sono per lui. Penso mi abbia cercata fra tag a-temporali molto a lungo, ma ero ben nascosta e solo dopo aver ben scavato all'interno di me ho trovato il coraggio di regalarmi il mio Daymon. Cerco di darmi un tono, ma in questo giorno piovoso, lento e nostalgico mi sta sul cazzo un po' tutto, anche lo stendi biancheria. Daymon mi lascia stare, ha capito che se solo si muove rischia di essere traslato nella vasca da bagno infatti poco prima é tornato dalla passeggiata completamente insozzato di terra e sabbia. Per pietà siamo stati in uno di quei merda di parchetti per quattro zampe che questa città offre congiunti ai parassiti e alla scarsa capacità civica dei suoi abitanti. In quei luridi posti si rischia il colera come se non ci fosse un domani! Io e Daymon comunque ci andiamo pochissimo, preferiamo di gran lunga venti chilometri di asfalto cittadino piuttosto che quelli, poi di solito raggiungiamo qualche segreto punto di ristoro dove non ci va nessuno tranne noi. Recentemente ho ripreso a camminare dopo due anni di schifo ai tendini. Sono grassa da fare schifo ma a Daymon non interessa nulla di queste sciocchezze umane a lui basta la mia presenza. Sono abbastanza scontenta in generale, questa vita cittadina é una di noia mortale, ho un'intelligenza emotiva e sono piena di difetti incolmabili ma a Daymon non gliene frega la coda e questo mi conforta notevolmente, a Daymon sorrido quasi sempre e mi perdono il mio stesso rancore. A volte ci ritagliamo attimi di assoluta bellezza in cui ogni cosa é al proprio posto, momenti in cui posso guardare le stelle nel cielo e fiocchi di neve cadere sulle case senza preoccuparmi di dover dare spiegazioni umane sulla natura del mio animo bislacco. Sono egoista, solitaria, lunatica e spaccona e con lui condivido la mia strada e questo senso di imperfezione che mi porto addosso e che a volte mi uccide il sorriso. Spesso non ho assolutamente voglia di fare nulla a parte contemplare oggetti inanimati ma Daymon se ne frega alla grandissima dei miei punti di vista da robot e se può mi sfida al gioco e mi fa sentire in colpa per aver reso la sua giornata degna di un gatto, per non aver fatto un cazzo per noi due insieme e per cambiare le cose. Mi guarda e mi dice: "dai cretina usciamo, non vedi che c'è il sole, cosa stai aspettando?" Dovevo prendere casa e invece ho comperato una macchina. Sono qua conficcata in una vita che non mi piace forse per imparare proprio a farmela piacere. E' insopportabilmente deprimente questa lezione. Come tutti avevo alcuni sogni nel cassetto ma ho perduto la chiave e là sono rimasti. Altri si sono dissolti come certe intuizioni che non si riescono a radicare. Faccio parte di un mondo pieno di mentecatti in libertà, un mondo talmente depresso e sofferente da idolatrare ogni malsana illusione, un mondo privo dei fondamenti che accendono la vita: verità, amore, e bellezza! Ho come l'impressione di essere stata sbattuta a forza a recitare la mia parte in questa commedia dell'assurdo. Ultimamente porto Daymon a pisciare solo dopo cena. Esco troppo presto alla mattina e Daymon é un indefesso dormiglione. Alla sera attende che rientri a casa e quando entro, si ripiega a fisarmonica per almeno cinque minuti. Scoppia di felicità alla vista di me. Anche se sono distrutta da una giornata di galera cittadina mi trascino volentieri nelle strade della notte da 12 anni, per la mia e sua felicità. A volte siamo una cosa sola mentre danziamo fra le rotaie dei tram, io a destra, lui a sinistra. Mi piace osservare la consistenza delle rotaie, l'erbetta che cresce attorno alle traversine dei binari dove ai lati, degli strani fiori viola crescono fino quasi un metro d'altezza e dove Daymon deposita se stesso in attesa che qualche altro quattro zampe faccia la sua conoscenza e subito dopo la cancelli. A volte respiriamo il semplice profumo della notte che in città é una puzza agghiacciante ma noi ce ne sbattiamo ed infine sorridiamo ed ascoltiamo anche il suo silenzio. Ci inoltriamo in vicoli deserti per sentire l'imponenza dei palazzi che ci sovrastano. Daymon si ferma e mi guarda negli occhi e lì mi testa e mi lascia condurre la camminata. Mi dice: "dai decidi tu adesso" E' un segnale di grande rispetto e di fiducia sconfinata. Adoro i suoi occhi nocciola che stanno dentro a un bianco devastante. Ci sono state delle volte al termine di una passeggiata in cui si é addirittura fermato, mi ha guardato intensamente ed ha scodinzolato, era davvero sazio di tutto. Daymon non é stato addestrato e non l'ho mai premiato con nulla. Fra me e lui c'è un rapporto diretto e telepatico. "se ti va lo fai, altrimenti niente." Certo sa dare la zampa e fare terra. Non sono stata io ad insegnarglielo. Per me può essere solo un rapporto alla pari, se mi invita al gioco e se va anche a me, allora si può fare e viceversa. Daymon aspetta l'ascensore come se andasse a una cerimonia ma non prima di aver scandagliato l'aria che tira nel palazzo dove abitiamo. Non è abituato a fare le scale, né a salire né a scendere. Ha degli acerrimi nemici che vorrebbe semplicemente sbranare. Abitano al piano di sotto e il capo assoluto é un piccolo e bastardo Ciuaua. Non voglio assolutamente incontrare i nemici di Daymon e così annuso l'aria anche io ed ho imparato a capire se per caso stanno scendendo in ascensore mentre noi siamo di sotto ad attendere di salire. Daymon si stira sempre con movenze feline e rimane immobile ad osservare il mondo che si muove mentrelui é fermo ed é anche per questo che é soprannominato il Filosofo. Daymon é educato ed equilibrato di suo. Non ho assolutamente fatto alcunché perché fosse così com'è. Non sapevo nulla di lui, né lui di me. Daymon Ama scavare, dissotterrare e mangiare cacca di asini. Ultimamente scoreggia silenziosamente e non disegna le cuffie nuove che ho comperato, soprattutto se gli metto air in G di J.S. Bach. Non sopporta assolutamente la prevaricazione verbale fra gli umani. E' capace di abbaiare sinché non si sta zitti. A volte ha il cazzo girato e dopo venti metri di strada vuole tornare a casa. Daymon ha il super olfatto e una sorta di super vista. Ho personalmente sperimentato la mia testardaggine nel fargli fare una strada controvoglia. Poco dopo c'erano dei Bravi 4 zampe cattivissimi in agguato o pericolosità non gradite in attesa. Se posso e sono calma non lo contrasto nella scelta del percorso. Daymon predilige andare a caccia di quattro zampe rosa. A seconda del periodo stagionale facciamo intere serate di setaccio quartiere, di porta in porta, alla velocità di una testuggine alla ricerca del suo nettare degli dei. Daymon sa anche fare schifo a volte. Mi innervosisce, lo odio infinitamente. In quei momenti mi taglia fuori da se stesso e io non ce la faccio ad essere uno con lui mentre lappa patate canine con acrimonia e gusto! Sopporto per due tre minuti poi lo trascino impietosa via da questa naturale canina follia. A volte ho desiderato che Daymon fosse un randagio qualunque completamente figlio della strada affinché facesse il cazzo che volesse quando volesse. A volte ho desiderato disintegrare quel maledetto guinzaglio e ridargli la completa libertà sulla sua vita. Non sono pronta a questo grande atto d'amore e non penso che Daymon lo vorrebbe veramente, tuttavia in alcuni luoghi selvaggi dove ci rechiamo quando la mia volontà si risveglia alla coscienza Daymon é completamente libero di andarsene a cazzi suoi. Mi siedo su un masso a riposare mentre lui preda qualcosa e attende quei due secondi prima di abbaiarmi e dirmi: "ti muovi cretina?" Daymon é il migliore soggetto fotografico che conosca.
Qualsiasi scatto si faccia fare é comunque perfetto. Ho notato che a volte é un po' scocciato dalle foto, infatti quando sto per scattare lui si accorge e si muove girando il muso da un'altra parte. Penso abbia un intelligenza superiore. Conosce il significato di innumerevoli parole ognuna delle quali per lui é un'azione precisa. Ho dovuto inventare un intero vocabolario alternativo per poterlo fregare e farlo stare in pace altrimenti Daymon si sentirebbe chiamato in causa ogni cinque minuti!
A volte lo prendo in giro e lo nomino con un infinità di vocaboli strampalati, ma lui sa sempre che sto parando di lui, e che non voglio che lui lo sappia. Ma anche fra questi qualcuno lo ha imparato e alla fine per associazione ha capito che a quei nomi corrisponde sempre lui.
Vorrei che sapesse che é sempre compreso nei miei pensieri e nel mio cuore, vorrei che sapesse che ho scelto lui e che non é capitato. Un gatto capita, un cane lo si sceglie. Daymon riposa sul divano ma non é stanco, lo osservo di soppiatto digito queste parole sulla tastiera, lui ha già cambiato posizione cinque o sei volte. Per quanto mi riguarda, sto rigirando la questione che mi tormenta, un po' come fa il gatto con la preda fra le zampe. Andare via o non andare? Che farà Daymon senza di me? Come farò io, senza di lui? La risposta fluisce spontanea perché Daymon no ha solo me, ha anche me, la sua esistenza é piena di persone che lui ama. Daymon ama più di me, meglio di me e più di noi. Daymon dedica parti di se stesso a ciascuno e permette che ciascuno possa volergli bene a suo modo. Quando Daymon sta amando ama completamente. Non importa che l'oggetto dell'amore sia io o un altro. Daymon ama come si ama. Ho cercato di non umanizzare questa meravigliosa creatura che accompagna l'uomo dalla notte dei tempi, che si é offerta a noi come compagno, come amico fedele, affinché noi, non si dimenticasse la bellezza che risiede in una carezza, in una leccata fetida sul viso, in una corsa fra le margherite dei prati di primavera, una creatura che si affidasse in maniera disarmante e totale alla nostra cura, al nostro affetto e al nostro amore più serbato, e che mutasse per questo il nostro senso affettivo tanto in profondità. Daymon ha spalancato alcune porte chiuse con la grazia di un danzatore e suscitato in me continue domande radicali giù, sino ai confini del mio sentire. Mi ha permesso di proiettarmi in lui e in luoghi oscuri e inesplorati, sin dentro alla cavità della terra e della carne, dove risiedono i semi dei sogni e della vita e dove senza di lui, forse, non mi sarei mai spinta. E così mi son fatta tappeto su cui camminare, fonte dalla quale bere, quattro zampe con cui giocare, pallina da lanciare e felice schiava da comandare e tutto ciò é nulla in confronto alla perfetta leggerezza di Daymon, al suo essere ciò che é, il mio Daymon, di uno Splendore Luccicante!







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pubblicato il 2018-03-21 alle 21:58:05