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Uomini
Un uomo scelse la solitudine. Nessuno lo disturbava più e ne era contento. A lungo si crogiolò con e sull'idea che fosse quella la vera soluzione. Finché gli venne il desiderio di una donna, di alcuni amici, di sapere quello che pensava l'altra gente e si rimise in gioco. Ma di tempo ne aveva bruciato tanto, forse troppo. Un po' alla volta recuperò le antiche abitudini e riottenne qualche rapporto umano più o meno gratificante. Gli venne spesso però il dubbio se avesse fatto bene o no a tornare sui suoi passi.

A un uomo fu imposta la solitudine. L'uomo amava la vita e la compagnia. Ma nel suo paese non c'era più libertà e lui pagò duramente il coraggio delle proprie idee. Fu prima imprigionato, poi esiliato. Per molto tempo non poté avere il calore dei rapporti umani su cui aveva basato la propria esistenza. Ma la sua forza interiore lo aiutò e quando il vento cambiò riprese il filo da dove lo aveva interrotto, anzi, fu ancora più propositivo in quanto fortificato dalla sofferenza.

L'uomo di oggi spesso non sceglie la solitudine e neanche gli viene imposta. L'uomo di oggi che ha creato la tecnologia ne è divenuto vittima, e al contempo carnefice di tanti rapporti potenzialmente gratificanti. E così si preferisce affidare le comunicazioni allo schermo di un computer o di un cellulare piuttosto che guardare negli occhi una persona. Niente di male nei rapporti virtuali, purché ci si renda conto che non è su di essi che si può basare la propria esistenza. E soprattutto quando c'è la possibilità di condividere con una persona i momenti belli e quelli meno belli della vita bisogna farlo spendendosi di persona, a costo di rischiare.

Eppure l'uomo che scrive queste "parabole" lo fa al computer e vedrà sul cellulare se avranno avuto un riscontro. C'est la vie, rien ne va plus.







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pubblicato il 2014-04-30 alle 23:39:05