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Notte in città
Sono qui, perso nell'oscurità abbagliante della mia città, che sprizza scintille e stelle, cadenti e filanti, in questa notte di Carnevale in cui l'umanità sceglie dionisicamente di gozzovigliare: per bisbigliare poco sentite parole di contrizione e perdono avrà tempo domani e oltre.
Mi sono perso dopo essere affogato in troppi cocktail, stordito da una gradazione alcoolica che mi ha fatto sentire un po' un (o il) Taxi Driver, un po' il protagonista di Fuori Orario (nomen omen): come se De Niro, il mio attore preferito, fosse stato l'attore principale di entrambi i film di Scorsese, il mio regista preferito.
E' da qualche ora - o forse qualche minuto, visto che sogno il mio incubo a occhi aperti - che non riesco più a ricordare chi effettivamente sono e cosa realmente ho visto: ricordo del sangue sparpagliato in una stanza d'albergo, ma forse era solo il succo di pomodoro di una finzione cinematografica.
Cerco di recuperare un po' della lucidità necessaria per affrontare i miei deliri mettendo la testa sotto un gettito di acqua fredda ma l'unico effetto è provare una sensazione di straziante sollievo: chinandomi aumenta la mia nausea e la mia voglia di vomitare le budella; ricevendo il benefico fiotto immagino al contempo il fiotto di succhi gastrici e schifezze varie dal mio stomaco e quello del sangue che continua a tormentare la mia contorta psiche.
Alla fine rigetto per davvero e il sapore acido dell'odiato pomodoro mi invade la gola aprendomi la mente. Mentre si svuota il mio stomaco mi torna alla mente quel drink di troppo al succo dell'ortaggio rosso che ho sempre detestato anche nei frullati analcolici o nelle spremute che promettevano il cento per cento. Ma può essere solo il disgusto per l'odiato vegetale ad avermi evocato scenari apocalittici o sono impazzito per davvero?
In sostanza: troppo alcool, troppo cinema o troppa frustrazione sublimata in pazzia?
Ed ecco, di colpo, vicino alla fontana dove mi sono fermato a pensare, mi viene incontro una fanciulla decisamente punk dai capelli violacei tagliati cortissimi e dal volto familiare. Mi sussurra delle parole che non capisco, ma la visione di lei, non so perché, mi rasserena. Forse ha la soluzione al mio enigma.
- Ma dove eri finito, tesoro?
- ... Tesoro?
Ma è lei, la mia ragazza! E di colpo tutto mi sovviene. La sua scelta di regalarmi per Carnevale, quest'anno quasi coincidente col mio compleanno, un soggiorno in un hotel by Groupon, il suo look alternativo, da lei desiderato e da tempo "minacciato" (ora ricordo che lei mi piaceva di più nella sua versione tradizionale e tradizionalista: sono un imperdonabile conservatore quanto a gusto estetico) e realizzato approfittando della concomitanza tra il periodo di Carnevale (ogni scherzo vale, recita l'idiota refrain) e la mia (presunta) riconoscenza per il suo dono, e infine lo stordimento legato al troppo alcool ingerito (viste le conseguenze inizio a pensare di essere diventato improvvisamente astemio) con l'aggravante di quello schifoso succo di pomodoro trasformato nel ricordo dalla mia psiche tormentata e dal disgusto provato in sangue: tutto ciò ha creato davvero un cocktail mostruoso, un coacervo informe di elementi che mi ha portato sulla soglia della follia.
Meno male che ora l'incubo è finito e la risolta chiave del mistero mi testimonia che posso ancora auspicare un posto alla mensa della normalità!
Riconoscente mi giro verso di lei (le avevo dato le spalle per non farla preoccupare mentre rimettevo in ordine le mie idee). Tutto risolto, dunque... Ma allora...
Perchééé?
Perché ora al posto della sua adorata testolina c'è un grosso pomodoro che mi sorride ammiccante???







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pubblicato il 2013-03-11 alle 16:34:41