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Colpo di fulmine
Era un g-giorno q-q-qualsiasi, di un mese q-q-q-qualsiasi
e me ne stavo al bancone del b-bar, t-t-tranquillo.
Avevo appena or-or-ordinato un caf-caffe' q-q-quando lei entro'.
S-si sedette di fi-fianco a me, per caso.
Era davv-davvero carina, e per l'emozione le-le-le rovesciai il caf-ffe' sul vestito.
C-c-chiesi s-s-subito scusa...e-e-ero cosi' imp-imp-impacciato, c-c-che q-q-quasi mi sentivo de-de-deficente.
Lei ac-accetto' le s-s-scuse, mi disse di non di non di non p-preoccuparmi.
Io i-insistetti e la pregai di farsi of-of-offrire la colazione.
Accetto'.
Mi pre-pre-presentai, lei s-si ch-ch-chiamava Amabel.
Era alta circa un me un me un metro e set-settanta, bionda, ma non era un tipo ap-ap-appariscente. Al contrario q-q-quasi non la si non la si non la si notava.
Pero' q-q-questo non toglieva il f-fatto che fos-fosse molto carina.
Mi c-c-chiese che lav-lavoro facessi, e le risp-risposi c-che al momento ero disoc-disoc-disoccupato.
Mi scusai per il mio per il mio per il mio difetto.
La balb-balbuzie dico. S-so che dopo un po' puo' div-div-diventare fast-fastidiosa e poi ero io a non a non a non sentirmi a m-m-mio agio.
Lei fe-fece un sorriso che mi che mi che mi scaldo' il cuore e mi d-d-disse che la co la co la cosa non la disturbava af-af-affatto.
Cosi' p-p-prendemmo un cap un cap un cappuccio ed ed ed una b-b-brioche.
Mi disse che lei q-q-quella mattina non non non lavorava, v-v-visto che era l-l-lunedi'.
Mi ch-ch-chiese da q-q-quanto tempo non lav-lavorassi ma le dis-dissi che in realta' avevo una pen-pen-pensione di invalidita' e che per mia fort-fortuna arrivavo da una da una da una famiglia b-b-benestante.
Cosi' chiac-chiac-chiaccherando uscimmo dal b-bar.
Era una b una b una bella giornata di pri-primavera e de-de-decidemmo di fare due pas-passi f-fino al mare.
La trov-trovavo un p-persona m-m-molto interessante e mi colp-colp-colpi' che tra noi s-si creo' s-subito feeling.
Per me non era facile trov-trov-trovare gente con cui p-p-parlare v-v-visto il mio difetto.
Si si si era fatto q-q-quasi mez-mez-mezzogiorno q-q-quando mi chiese se se se av-avessi un cel-cellulare.
Risp-risp-risposi di no, e le spie-spie-spiegai che v-vivevo in una zona dove il cel-cellulare non p-p-prendeva e che e che comunque se mi aves-aves-avesse chiamato avrebbe speso d-dieci euro s-s-solo per sent-sentirmi d-d-dire ciao.
La ba la ba la battuta la fece ri-ridere parecchio e allora de-de-decisi di farmi av-avanti invitandola a cena la sera.
Mi mi disse che per l-lei andava b-b-bene e cosi' le lasc-lasciai l-l-l'indirizzo.
T-t-tutto elet-elet-eletrizzato corsi a f-f-fare la spesa, ero anche un c-c-cuoco capace, nel senso che mi che mi che mi piaceva c-c-cucinare.
Cosi' m-m-mi inventai una cen-cen-cenetta delicata.
Ap-ap-apparecchiai mettendo una cand una cand una candela a centro tavola e dell' ro-ro-rose rosse.
Lei arrivo' punt-puntualissima, e si pre-pre-presento' con una con una con una bottiglia di buon vi-vino rosso e un e un e un vas-vas-vassoio di pas-pasticcini.
Durante la ce la ce la cena parlammo di un s-s-sacco di cose ed era q-q-quasi incredibile q-q-quante di q-q-q-queste cose aves-aves-avessimo in comune.
Cosi' dopo il caf-caffe' la invitai a pro-pro-proseguire la c-c-conversazione in salotto.
Ci sis-sis-sitemammo sul div-div-divano e le le le chiesi se le and-andasse un bic-bicchiere di brandy.
Risp-rispose di si, co-co-cosi' mi alzai a pre a pre a prepararlo.
Lei resto' sul divano e fece l'errore di darmi le spalle.
La colpii con un martello, proprio in mezzo alla nuca.
Con la seconda martellata la colpii piu' forte fino a sentire il martello che le entrava nel cranio.
Le misi un sacchetto di plastica attorno alla testa e lo legai bene, alla base del collo, cosi' che non uscisse sangue.
Mi stiracchiai ben bene fino a sentire schioccare le ossa attorno alla testa, feci un respiro profondo, poi la portai giu' e la adagiai sul tavolo della taverna.
La giornata era stata pesante, l'interpretazione magistrale.
Feci una doccia, poi, dopo aver acceso il camino bevvi il bicchiere di brandy che avevo preparato per lei.
La feci a pezzi, tanti pezzi e bruciai tutto nel camino.
E adesso prova domattina ad aprire il tuo negozio di "Compro oro" di merda.









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pubblicato il 2013-03-11 alle 23:11:41