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La Cantina - (Parte 3)
La cantina era nuovamente piombata nel buio.
Sentivo uno scricchiolio di legno alla mie spalle.
Non riuscivo a capire cosa fosse esattamente, ma sicuramente arrivava dall'armadio.
D'istinto cercai di scivolare dietro ad un lato del baule, mentre un rumore stridulo sempre piu' forte mi fece intendere che le ante dell'armadio si stavano aprendo.
Sentii chiaramente dei passi nella stanza.
Qualcuno era uscito dall'armadio e ora era entrato nella cantina.
Erano passi lenti, uno dopo l'altro e si avvicinavano a me.
Io mi rannicchiai il piu' possibile dietro il baule, ma da li ormai non potevo piu' muovermi.
Sentii un soffio di aria fredda percorrermi il viso. I passi si fermarono. Non so dove fosse ma era li, dentro, a condividere il mio stesso spazio.
La sua voce, bassa, in farsetto, entro' nel mio cervello dalle orecchie, come la punta di un trapano.
Chi sei Bob?....Dove sei Bob?....Difficile ricordare Bob......Pensa, pensa molto attentamente Bob....."
Le vene si gonfiarono di nuovo, il cuore in gola.
Il sudore mi bagnava i capelli.
Silenzio....
Restai fermo, rannicchiato, impaurito dietro al baule...
Silenzio....
Era sempre buio, io avevo la mia lampadina ma ora era impensabile andare verso l'armadio. Lui poteva essere ancora li dentro, ad aspettare un mio passo falso.
Silenzio....
Non mi avrebbe ucciso ora, no. Voleva spaventarmi, impaurirmi.
Un colpo arrivo' da dietro al muro dove ero rannicchiato, come se qualcuno lo avesse colpito con un martello.
Feci un balzo in avanti e mi trovai sdraiato nel mezzo della stanza.
Cercai di allungare le mani per capire dove mi trovassi quando le dita percepirono qualcosa a terra....
Capelli, sembravano capelli. Sgattaiolai il piu' lontano possibile da cio' che avevo toccato, procedevo a gattoni in preda al panico fino a quando non toccai nuovamente il muro.
Non sapevo piu' dove fossi ma restai li, tremante, tutto accovacciato.
Avrei voluto fumare, ma non potevo, al buio non potevo.
Mi avrebbe visto, si sarebbe accorto, mi avrebbe scovato...
Scovato? Era palese dove fossi.... DOVE CAZZO POTEVO ESSERE EH???
Misi le mani nella tasca della camicia e afferrai il pacchetto, cercai di aprirlo, alcune sigarette mi caddero sul pavimento...ma finalmente seppur tremando ne accesi una.
La luce sul soffitto si accese di nuovo....

Portai le mani al viso, quasi a coprirmi gli occhi.
Non avevo il coraggio di guardare come la cantina poteva essere cambiata. Ma dovevo, e soprattutto dovevo uscire di li.
Non riuscivo a recuperare una condizione lucida, tremavo, ansimavo.... fumavo nervosamente, un tiro dopo l'altro, e dopo aver spento la sigaretta ne accesi un'altra.
Mi trovavo spalle al muro sul lato piu' corto della stanza, avevo il baule aperto alla mia destra e l'armadio, di fronte al baule, alla mia sinistra.
L'armadio era chiuso, ma a terra, proprio davanti erano apparsi dei capelli biondi, bagnati.
Ci volle una terza sigaretta per farmi ritornare la lucidita'. La stanza era diventata una nube di fumo, ma detto tra noi non me ne importava nulla.
"Bene" pensai....dall'armadio si puo' uscire. E non solo da li.
Avevo una lima per il ferro, un foglietto piegato e una mia foto che recitava "1996". Poi i capelli biondi a terra.
Aprii il foglietto. All'interno, una scritta: "Perche' piangi Bob...?"
Bob
Lui cosa aveva detto? Mi aveva chiesto chi ero e cosa ci facessi li'. Mi aveva chiesto di ricordare attentamente.
E poi mi aveva chiamato Bob. Ma io non mi chiamavo Bob.
Eppure quelle frasi non mi erano affatto nuove...."Dove sei Bob?...Perche' piangi Bob?".
Erano frasi tratte da un film, erano le frasi di un film.
E poi la foto... io nel 1996.
Ero confuso, non riuscivo a trovare il nesso, ma la realta' era che ero ancora sotto shock.
Chi ero io? Cercai di pensare a quale fosse l'ultima cosa che ricordavo prima di trovarmi li dentro ma i ricordi ora erano annebbiati.
La lima per il ferro si usava con il ferro, e l'unica cosa di ferro li dentro era la grata da cui entrava aria.
Mi spostai fin li e iniziai a limarla nervosamente cercando di rimuoverla.
Ci misi circa 20 minuti, ma alla fine cedette.
La spostai e allungai una mano all'interno fino a quando toccai qualcosa.
Una latttina di birra e un nastro per capelli...bagnato.
L'armadio emise nuovamente un rumore, le ante si aprirono...
La luce resto' accesa e io con molta circospezione mi avvicinai.
Dentro l'armadio c'era una piccola porta, dietro ancora un corridoio.
Nel corridoio mi sembro' di vedere passare gente....gente incurante di me.
Fu allora che lui entro'. Era un uomo in giacca e cravatta. Mi fisso'. Capii.
Tornai a rannicchiarmi ad un lato della stanza, a terra, ed iniziai a piangere.
Lui si avvicino', si sedette a terra a fianco a me e mi mise una mano sulla spalla.
"Ricordi ora?" Mi chiese
Io feci cenno di si col capo, piangendo.
"Ricordi tutto?"
Annuii nuovamente con la testa.
Non diro' come mi chiamo, non importa.
Aprii gli occhi. Non c'era nessun baule, nessun armadio, ne capelli a terra o lime per il ferro e strani congegni.
Ero si in una stanza chiusa, ma questa era all'interno di un ospedale psichiatrico.
"Cosa ricordi" mi chiese.
"Non diro' come mi chiamo, non importa." dissi.
"Cosa ricordi" ridisse lui.
"1996, ero in barca con mia figlia....pescavo...l'onda anomala ci colpi' all'improvviso, la barca si ribalto'... io tornai a galla... mia figlia no"
"Poi?"
"Mi sono costruito un'altra realta', ho delle visioni, ho rimosso ogni cosa, fumo, bevo, ho rimosso ogni cosa"
"Da quanto tempo sei qui?"
"Anni, alcuni anni"
"Credi di poter tornare alla tua vita reale?"
"Si, credo di si"

La mattina dopo mi svegliai nella stanza dell'ospedale, sentivo un profumo di primavera, mi sentivo finalmente libero.
Anzi avrei voluto uscire al sole....
Ma la mia attenzione fu subito colpita da un particolare...
Non c'era una porta in questa stanza.
Nessuna finestra... e solo un armadio......













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pubblicato il 2013-03-05 alle 20:52:10