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La Cantina - (Parte 1)
La prima cosa logica da fare sarebbe stata quella di aprire una finestra, ma non ce n'era nemmeno una.
Tentai di picchiettare sui muri, ma sembravano tutti portanti e non si sentiva rumore di vuoto.
Nella stanza c'era solo un armadio, con due grandi ante, ed un cassetto, sotto, il tutto ovviamente chiuso.
Il perche' mi trovassi li dentro era al momento un mistero, ma a dire il vero questo non mi sembrava il problema piu' grosso.
Iniziai a guardare i muri della stanza attorno a me, sembrava una vecchia cantina, di quelle con le pareti a mattoni a vista, grande non piu' di una trentina di metri.
Sembrava anche una costruzione molto datata, e l'odore di muffa era decisamente forte. Il soffitto era alto circa 3 metri, poco piu' dell'armadio, mentre il pavimento era fatto di piccole piastrelle esagonali, ed era molto polveroso.
L'unica luce proveniva da una piccola lampadina sul soffitto, chiusa all'interno di una specie di rete metallica ben avvitata al soffitto stesso.
Vicino ad un angolo tra due muri, in basso, c'era una sorta di grata, cementata nei mattoni dalla quale entrava un minimo di aria. Era molto piccola pero', non piu' di una spanna per lato.
Non c'erano porte, e quindi cominciai a pensare a come diavolo mi ci avessero infilato li dentro, probabilmente chiunque fosse stato doveva aver aperto un passaggio nel muro che poi aveva richiuso, o forse aveva ricostruito l'intera parete, o piu' semplicemente aveva murato la porta.
Ora, se anche una di queste ipotesi fosse stata vera, beh avrei dovuto notare la differenza fra i mattoni, e forse, con un po' di fortuna sarei riuscito a rimuoverne qualcuno.
Iniziai quindi a passare la mano molto lentamente sui mattoni delle pareti, averne trovato qualcuno umido poteva significare che era stato posato da poco e magari che il cemento fosse ancora fresco...in fondo da quanto tempo potevo essere li? Qualche ora? Un giorno? Al momento anche questo non mi era assolutamente chiaro.
Mi dissi che l'importante era non scoraggiarsi e non farsi prendere dal panico. Essere lucidi...si! Questo era il segreto...
La ricerca divenne minuziosa, mattone per mattone cercavo di vedere se qualcuno si muovesse, anche di poco dalla sua sede, se il cemento mi restasse appiccicato alle unghie, o qualsiasi altro dettaglio che comprovasse la mia prima tesi.
Nulla pero', nessun mattone si muoveva, anzi a dire il vero sembravano li da un sacco di anni....ma allora come era stato possibile portarmi li'?
A quel punto guardai nuovamente l'armadio...
Ma certo! L'armadio! Ecco dove doveva essere il passaggio... proprio li dietro.
Ah ah ah che stupido a non pensarci subito!
Mi misi di fianco ad esso cercando di spingerlo. Non era per niente semplice, era molto pesante, di un legno decisamente solido.
Ma non avevo scelta, dovevo assolutamente spostarlo da li.
Adesso spingevo con tutte le mie forze fino a farmi venire il fiatone... ma niente.... sembrava inchiodato a terra, o forse addirittura al muro.
Decisi di non darmi per vinto, va bene esser chiuso li dentro ma la cosa doveva comunque avere un senso.
Guardai con piu' attenzione....se il soffitto era alto grossomodo 3 metri, l'armadio doveva essere circa due metri e mezzo...che data la mia altezza significava che era impossibile arrampicarmicisi su. A quel punto capii che forse era meglio osservarlo piu' da vicino.
Iniziai dal lato sinistro, non so bene cosa cercassi, ma bastava una crepa nel legno, un segno, qualsiasi cosa.Il lato sinistro non rivelava nulla di insolito.Mi spostai allora su quello destro, e qui, guardando attentamente notai quattro piccoli fori, disposti in senso verticale a quasi mezzo metro di distanza l'uno dall'altro. Visto il tipo di legno poteva benissimo essere il buco di qualche tarma, ma quello che mi colpi' fu l'esatta simmetria nella quale erano disposti. Del resto pero' non capivo come questo potesse essere in qualche modo un indizio utile.Passai quindi alla parte frontale, due grosse ante centrali ed un cassetto, sotto, chiusi...
Fu allora che notai che appena sotto al cassetto c'era un intaglio a forma di fiore...provai a passarci le dita attorno fino a quando mi accorsi che il centro del fiore si poteva premere, schiacciai e udii un click dall'interno del cassetto che a quel punto si apri'.
Un brivido freddo mi corse lungo la spina dorsale, e non nascondo che le mani mi tremavano leggermente mentre lentamente iniziai ad aprirlo.
Il cassetto rumoreggio' un po', come quasi non fosse aperto da chissa' quanto tempo, e li', all'interno ci trovai quattro cilindri di legno, lunghi quasi come il cassetto stesso e che avevano all'estremita' una sorta di vite, o meglio la filettatura di una vite.
Restai decisamente sorpreso....sembravano quasi i pioli di una scala.
Mi chiesi a cosa potessero mai servirmi, se davvero fossero stati i pioli di una scala a quel punto mancavano le due assi per tenerli assieme, visto che cosi' sarebbero stati inservibili.
Tutto cio' non aveva alcun senso.
Mi ripetevo che dovevo restare calmo, e soprattutto piu' lucido che mai, allora rianallizai nuovamente il tutto.
Cosa avevo? Una stanza chiusa sui quattro lati, nessun apparente segno di mattoni rimossi spostati o appena posati, un'armadio dalle ante chiuse, un cassetto aperto con un congegno a forma di fiore e quattro pioli di legno...ah beh poi si, la lampadina assolutamente inaccessibile sul soffito....
Ma no... un attimo... quattro pioli di legno e quattro buchi sul lato destro dell'armadio...forse...forse e' li che i pioli andavano avvitati?
Sentii quell'emozione nella pancia quasi una scarica di adrenalina e corsi di fianco all'armadio tentando di avvitare il primo.
Funziona!!! Si avvitano tutti!!! Ora potevo salire sull'armadio!!!
Un ghigno mi si disegno' sul viso, mentre pensavo "Tie', stronzo!, chiunque tu sia!"
Mi arrampicai velocemente sopra ai pioli fin su, e....
non potei che rimanere stupito.
Sopra l'armadio c'era un piccolo foglio piegato in due, tenuto fermo da un chiodino.
Nella parete invece, avvitato al muro, c'era una sorta di portalampada, fino a quel momento rimasto nascosto, che non aveva la lampadina.
Staccai subito il foglietto dal chiodo e lo aprii.
Speravo finalmente di trovartci scritto qualcosa, magari il perche' fossi li e cosa si volesse da me.
Ma nulla di tutto cio', sul foglio infatti era disegnata la stanza, nei minimi dettagli, con l'armadio e il portalampada sopra di esso.
Con un cerchio rosso pero' era stata ben evidenziata una pistrella del pavimento tra il muro e il lato sinistro dell'armadio.
Ma non era l'unica cosa, sul retro del foglio c'era una scritta: "SWEN 4132"
Non mi curai della scritta e scesi di corsa a cercare la piastrella cosi' come era stata indicata.
Non ebbi difficolta' a trovarla ma il problema adesso era rimuoverla. Cercai il piu' possibile pulirla dalla polvere e notai che effettivamente si muoveva un poco.
Ma come levarla da li?
Dovetti nuovamente spremere forte le mie meningi fino a quando intuii che, se avessi usato la filettatura di un piolo per fare leva, forse ci sarei riuscito.
Corsi a svitare un piolo dall'armadio e infilai la parte a forma di vite sotto la piastrella. Fu un lavoro certosino ma alla fine ne fui un'altra volta ripagato e riuscii a sollevarla da li.
Sotto di essa era stata ricavata una nicchia e, quello che trovai al suo interno mi lascio' nuovamente sbigottito.
Un pacchetto di sigarette nuovo, un'accendino e una lampadina.
Non vi nascondo che quando vidi le sigarette provai un senso di commozione.
Le mie amate sigarette, e ne avevo un pacchetto intero. Chi mi aveva rinchiuso li' non mi voleva poi cosi' male.
Avra' architettato tutta questa trappola solo per vedere se sarei riuscito a ritrovarle? La cosa mi fece ridere parecchio.
Ma non era cosi'...la luce si spense di colpo e la cantina divenne completamente buia. Passai dall'entusiasmo alla paura nel giro di qualche secondo.
Restai immobile, quasi pietrificato mentre sentivo qualcosa muoversi dall'altro lato della stanza.
Avvertii una presenza all'interno della cantina.
Non faceva rumore, non emetteva suoni, ma potevo percepirne il respiro. Cominciai a sudare freddo...decisi che dovevo fare il possibile per spostarmi molto lentamente cercando di nascondere nel buio la mia posizione.
Sapevo che ero vicino al lato sinistro dell'armadio e se fossi riuscito a ritornare ai pioli, sarei potuto risalire su e avvitare la lampadina al portalampada, sempre che questo funzionasse chiaramente.
Cosi' per cosi' sembrava una cosa fuori dalla mia portata, ma non avevo nulla da perdere.
Mi mossi lentamente all'indietro attento a non far nessun rumore cercando di portare le spalle contro il muro e da li strisciare fino all'armadio.
Cercavo di tenere i sensi il piu' attenti possibile, se fossi riuscito a mettere le spalle contro il muro a quel punto nessuno sarebbe potuto arrivarmi alle spalle.
Muovevo un piccolo passo indietro e poi un'altro e poi un'altro quasi senza respirare fino a quando mi trovai a fianco all'armadio.
E' quasi fatta pensai, ancora un piccolo sforzo ed e' fatta.
Il tempo sembrava si fosse fermato, e io, per paura che facesse troppo rumore avrei voluto fermare il mio cuore che batteva a mille... come nel racconto di Poe.
Potevo sentire le ante dell'armadio con i polpastrelli delle dita.
Piano, mi dicevo, fai piano.
Mossi un piccolo passo di lato e fu un errore fatale.
Inciampai nel cassetto aperto e perdendo l'equilibrio fui costretto a fare due o tre passi in piu' per non cadere, ma che a quel punto fecero rumore.
Silenzio.....
Restai dove mi ero fermato, immobile come una statua, il sudore che mi cadeva freddo lungo i bordi del torace.
Silenzio....
Ora avevo 2 problemi: la presenza sapeva dove mi trovavo mentre io non sapevo a che distanza fossi dall'armadio.
Sentivo la testa scoppiare, le vene gonfie di sangue che il cuore pompava come un matto.
Mi ripetevo che ero uno stupido....uno stupido, semplicemente uno stupido ad essere inciampato quando ormai sembrava fatta.
Un rumore arrivo' dall'altra parte della stanza, come il suono di qualcosa di pesante che veniva trascinato, ma molto lentamente quasi come se la scena si svolgesse al rallentatore.
Io cercai di fare nuovamente un passo di lato per tentare di ritrovare il muro. Allungavo il braccio il piu' possibile e muovevo lentamente le dita nel buio nell'intento di toccarlo.
Finalmente lo sfiorai, e allora sempre con un filo di respiro provai ad avvicinarmi il piu' possibile.
Ora lo toccavo con tutto il palmo della mano, a grandi linee dovevo essere poco piu' avanti del lato destro dell'armadio.
Mi girai lentamente, appoggiai il torace al muro e allungai nuovamente il braccio sinistro cercando di toccarlo.
Il rumore si fermo' e nella stanza ci fu di nuovo silenzio.
Feci un'altro passo di lato e con la punta delle dita toccai un piolo.
A quel punto agii d'istinto e con uno scatto lo afferrai, con l'altra mano afferrai il piolo sopra e mi tirai su fino in cima.
Preso quasi dal panico cercai il portalampada e avvitai non senza fatica la lampadina.
La luce si accese di nuovo....
Ma non quella del portalampada, bensi' quella sul soffitto.
Mi girai immediatamente verso la stanza.
Non c'era nessuno, la presenza era sparita, ma dall'altra parte della stanza, posato a terra, adesso c'era un baule.
Emisi un lungo sospiro e restai nuovamente immobile.
Sentivo la tensione nervosa scaricarsi dentro di me lungo tutti i nervi ma allo stesso tempo ero carico di adrenalina.
Scesi dall'armadio e mi sedetti con la schiena contro il muro.
Dovevo a tutti i costi recuperare la calma e la lucidita'
L'unico sollievo erano le mie sigarette, e quello mi sembro' un'ottimo momento per fumare.
Scartai il pacchetto e ne portai una avidamente alla bocca.
Una piccola nuvola di fumo si fece largo all'interno della cantina, mentre io repiravo profondamente assaporandone il gusto.
Cercai di analizzare la situazione da un punto di vista razionale, ma arrivavo sempre alla conclusione che di razionale purtroppo non c'era nulla....
Avevo pero' una sola certezza.... sicuramente all'interno della cantina non ero solo.







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pubblicato il 2013-02-22 alle 16:22:26