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Eco-Dissolti (Parte 1.1-Laila e Hristo)
Laila si sveglio' di colpo, agitata, "Che razza di incubo!"-penso'-.
Era tutta sudata, quasi ansimante, si alzo' e ando' in cucina a bere un bicchiere di acqua fredda. Guardo' l'orologio, le 3 di notte in punto.... quasi un scherzo del destino. Non era tanto l'aver sognato di aver ucciso il marito e di essersi gettata da un palazzo, che le aveva messo ansia, bensi' l'aver sognato di essersi sposata.... questo si' l'aveva fatta svegliare in preda all'angoscia.
Ci ripenso' e rise di nuovo, un po' come nel sogno, poi si mise alla finestra e si accese una sigaretta.
Ora, guardando fuori, si rivedeva su quel tetto... aveva visto una citta' in fiamme, con nuvole di fumo denso all'orizzonte.... il marito era un sogno, la guerra no. Quella era oramai una sempre piu'concreta possibilita'.
"Devo chiamare Hristo domattina"-si ripeteva nella mente- E con questo pensiero spense il mozzicone e torno' a dormire avvolta nelle coperte.


"Hai mai visto cosa fa la cenere quando cade nell'acqua?"- mi chiese

"No, siceramente non ci ho mai fatto caso...." risposi

"Vedi, la cenere a contatto con l'acqua si sfalda un po'... perde qualche pezzo, ma poi cade a fondo compatta"

Hristo fece una breve pausa, quella che basto' a espirare il fumo dalla sua bocca, poi fisso' il fumo che si mescolava all'aria, per qualche secondo, e riprese:

"La cenere non sa cosa l'aspetta. Quando si stacca e' ignara.... questo pero' non le impedisce di rimanere unita.... interessante... no?

Sapevo cosa volesse dirmi Hristo, il suo messaggio era chiaro,sapevo cosa volesse significare quella metafora, avevo imparato a conoscerlo ormai, Hristo.
Ma, del resto inevitabilmente, non potevo non essere comunque pensieroso.

Hristo era nato a Gasteiz, Vitoria, Paesi Baschi, e come tutti i Baschi era sanguigno e con un carattere molto forte. Aveva una carnagione leggermente olivastra mentre i lunghi capelli neri si posavano dolcemente sulla schiena.
Poteva sembrare un gitano, ma a guardarlo fisso negli occhi era impossibile non accorgersi della differenza.
Aveva vissuto in prima persona la causa Basca.
Per lui, parole come origine, apparteneza, radici, confini, non-appartenenza ad una nazione erano frasi ricorrenti, sentite fin troppe volte, da parenti, amici. Una cosa che nei Paesi Baschi e' normale... una questione di sangue appunto.
La sua infanzia era stata combattuta, per via del fratello, militante dell' ETA.
ETA vuol dire Euskadi Ta Askatasuna, País Vasco y Libertad. Liberta' spesso attraverso il ricorso ad azioni violente, si' e' vero... l'indipendenza politica della comunità basca a volte richiede l'uso della forza.
Hristo era scappato da li' ad un prezzo altissimo, prezzo che pagava a rate, ricordando spesso, come un bruciatura che non va piu' via, la stessa sera di molti anni prima.
Quella sera Hristo era seduto nella veranda di casa, a Vitoria, e guardava il cielo, fumando una sigaretta, in attesa che il fratello uscisse.
Quando il fratello usci' di casa per prima cosa poso' una mano sui capelli di Hristo, ed esordi'
"Fratellino, stanotte sara' una notte di festa"
"Chi e' la vostra vittima?"-chiese Hristo-
"Il commissariato di polizia.... resta a guardare il cielo fratellino, tra poco si colorera' di fuoco e fumo"
"Quando la smetterete con queste azioni inutili?
"Mai fratellino, mai. Quando imparerai che non vogliono ascoltarci, che ci chiamano terroristi, arrestano i nostri cari e li portano lontano, picchiano, uccidono.... non la smetteremo mai fratellino, fattene una ragione, questa guerra l'hanno voluta loro"- fece una pausa e inarco' le spalle- "Gli ideali per la mia vita fratellino....e tu presto ne farai parte"
"No, la tua vita per un ideale, vale cosi' tanto il rischio?" -rispose Hristo-
"Anche tu sarai costretto a combattere prima o poi, magari non qui, magari in un cazzo di ufficio, magari la' fuori da qualche parte, ma anche tu ci sarai costretto... prima o poi fratellino"
"La tua vita per un ideale"-disse nuovamente Hristo.
Il fratello gli accarezzo' di nuovo i capelli, gli rubo' una sigaretta dal pacchetto, si volto' e usci' dal cancello.
Hristo lo guardava sparire nell'ombra...
"Fai il bravo fratellino.... e non dimenticarti di guardare il cielo" -Grido' suo fratello da dietro il cancello-.
Hristo rimase impassibile, provava un malessere profondo, nell'anima. Lui era molto diverso.Lui non avrebbe agito cosi'.
Il fratello sali' in macchina, guidava con lo sguardo dritto, verso la strada, si sentiva molto fiero.
Un ghigno si materializzo' sulla sua faccia, sapendo che a breve sarebbe arrivato all'appuntamento prefissato.
Una curva, poi basto' il lieve scossone di una buca a far esplodere la bomba.... molto prima del previsto, il fuoco avvolse la macchina che dopo essere saltata in aria ricadde pesantemente al suolo.
L'aria si riempi' di rumori di sirene impazzite, la gente scappava e gridava....
Hristo dalla veranda della sua casa vide il cielo colorarsi di fuoco e fumo, cosi' come gli era stato promesso.....









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pubblicato il 2009-07-08 alle 16:42:31