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secondo luca
maggio settantadue. primo caldo. la casa di luca in via lorenteggio. prima che facesse i soldi. prima che cominciassi ad affezionarmi a lui. seduti sul divano. luca esponeva la sua teoria su quella che chiamava la ricetta democratica. in primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perche' pensa a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito.... luca parlava. nel palazzo difronte, dall'altra parte della strada, un balcone era aperto. una quarantenne era intenta a passare l'aspirapolvere (grande invenzione degli ultimi tempi). gli universitari, invece lasciarli fare. ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita'. aveva una di quelle canottiere lunghe. doveva avere sotto solo le mutande, se le aveva. di tanto in tanto, se si chinava ed era a favore di camera, le potevo rimirare le tette. due sacche appese. lo spettacolo non mi dispiaceva affatto. infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto. mentre fingevo si ascoltare, la quarantenne aveva alzato lo sguardo. rivolta verso l'esterno mi aveva guardato negli occhi. preso dall'imbarazzo, tornai a guardare luca. lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi. ma dopo un po', dovetti per forza tornare a guardare la massaia ciccetta. non c'era piu'. disperato, il mio sguardo in ogni angolo visibile della stanza. era gia amore, la cercavo anche sopra la credenza. alta fin quasi al soffitto. il mio cuore era gia spezzato. quando rientro'. in mano una lavagnetta. nell'altra un gessetto. prese a scrivere. lasciare che diano fuoco alle macchine. mettano a ferro e fuoco le cittā'. rimasi a guardare. era senza dubbio per me. finito di scrivere. la lavagnetta in mano verso di me, riportava: chiavami. dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. cancellare subito. riscrivere: lasciami gustare la tua grossa patata. posare la lavagnetta, che la potessi leggere. alzarsi la canotta fin sotto l'inguine. fissarla sotto la mutanda. e riprendere a spolverare. massaia radicale. le forze dell`ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale. poi fu piu' forte di me. alzarsi andare in bagno. non arrestarli. che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta'. chiudersi la porta alle spalle. ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. vestire i panni del lurido onanista. soprattutto i docenti. luca continuava a parlare. mi rendeva difficile l'opera. non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si. ah! finalmente un getto di biancacrema salto' fuori. rientrando, in salotto. la patta dei pantaloni con una macchia apicciccosa che non avevo visto. si, luca. questa e' senza dubbio la ricetta democratica.








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pubblicato il 2008-11-03 alle 11:38:59