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patologia l
non era arrivata la nebbia, quell'inverno, ma nemmeno il freddo vero:
lei usciva di casa con una giacca di flanella e non sentiva freddo. la
città aspettava il Natale, lei aspettava e basta.

"ti ho chiesto del tempo e tu non me lo hai dato!" le aveva detto
l'ultima volta.

e poi era andato via. via quelle sue mani. via il suo petto. via i
suoi capelli che sapevano di tabacco dolce. via quei baci sui suoi
seni. perdeva il fiato. via tutto.
e cosi' lei aspettava. aspettava, e l'estate era passata. poi adesso
l'inverno. e poi il natale con tutta la sua tristezza. sarebbe
passato. ma non rimaneva altro da fare: aspettare. povera piccola.

lei si faceva pena in mezzo a quelle vetrine addobbate a festa, si
guardava e si sarebbe voluta abbracciare. lui lontano, con il suo
odore di terra. spalla massiccia da mordere forte.
lei si odiava in quelle strade deserte perchè aveva rovinato tutto.
aveva rincorso caparbiamente il sogno di un amore prefabbricato. arida
pelle lasciata a seccare.

il suo odore di terra. povera piccola. rinchiusa in quel camerino.
scambiava la sua mano per quella di lui. lentamente nelle mutandine.
sfiorarsi. rabbrividire. e cosi' che aveva cominciato questo tango. da
sola. le sue mani forti.







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pubblicato il 2007-11-26 alle 13:17:15