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bucoschiano
La targhetta su una scatola proveniente da clarks ville, California, riporta, inesorabilmente:
"site nammasse es trunz".
La apro, incuriosito, e ci trovo dentro una reticella piena di castagne.
La macchinetta del caffe' comincia a sboffonchiare, spengo il gas.
Verso in una tazzina, sporca di cenere di sigaretta e del caffe' del giorno prima, il prezioso liquido nero e mi siedo accanto al tavolo.
Sorseggio il caffe', amaro, e, come al solito, mi incazzo per non aver ancora comprato lo zucchero, ma poi mi ricordo che e' li, in una busta con su scritto 'standa' dall'altra parte della cucina. Tre metri, troppo lontano, mi convinco che il caffe' non e' poi cosi' male e ingurgito l'ultimo sorso.
Mi accendo una sigaretta, e mi metto ad osservare la retina con le castagne sul tavolo.
E' rossa, e le castagne marroni, ne sono circa trentasette.
Mi rendo conto velocemente che mi sto cacando il cazzo; mi alzo, spengo la mezza sigaretta sotto un filo d'acqua e la butto nella tazzina del caffe' amaro.
Mi dirigo nel cesso per la mia solita' cacata.
Tra uno scorreggio ed uno stronzo, mi viene in mente la troia che abita al piano di sopra.
I pensieri mi prendono e mi tiro una sega.
Finito.
Mi alzo, dovrei fare la doccia, ma la caldaia e' rotta (o mi hanno staccato il gas? non mi ricordo piu') ed il pensiero di gelarmi mi fa decidere di non lavarmi.
Prendo un paio di mutande tra quelle sparse per terra e, sporco di sborro davanti e merda dietro, le indosso.
Ormai, la tristezza si sta impadronendo di me: la parte piacevole della giornata e' ormai finita; mi vesto velocemente ed esco per andare a lavorare.








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pubblicato il 2007-10-03 alle 15:29:12