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non credevo finisse cosi'. no, non era nei miei piani. almeno a breve termine. non credevo potesse finire cosi', con te sul pavimento. pancia in giu. la faccia schiacciata sul pavimento. in quella pozza di sangue rosso. no, non ci avrei scommesso. un coltello piantato tra le scapole. certo le cose non andavano bene. tra noi intendo, ciccia. su dieci, nove volte eravamo a litigare. la decima a scopare. bene, certo. ma era una su dieci. e cosi' ecco il primo piatto volatomi in fronte. al pronto soccorso. una manciata di punti di sutura. di tanto in tanto, prima di andare a lavoro, ti ci volevano quintali di fondotinta. per nascondere un livido sulla faccia. stronza. ma, vero, non credevo potesse finire cosi'. e dire che ne covavo di rabbia. stronza. ricordi? ricordi quella volta che eri tornata a casa tardi. cazzo. si. non puoi non ricordare. avevamo litigato per qualche stronzata nel pomeriggio, eri uscita sbattendo la porta. ti eri rifatta viva alle due di notte. avevi un sorriso spalmato sulla faccia. non potei resistere. vedi? vedi che te lo ricordi? ecco, si, quell'incisivo rotto che hai. brava, si. proprio quello. stronza. ma, santinumi, cosi' non avrei mai detto che potesse finire. le mani legate con le manette. due poliziotti mi strattonano per portami fuori. ma io voglio rimanere qui, stronza. non credevo potesse finire cosi'.
un coltello piantato tra le scapole.







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pubblicato il 2007-09-21 alle 16:40:24