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ho ancora una pillola da prendere, quella fatale. quella che mi permettera di smettere di respirare. definitivamente. un tempo, da giovane, ero affascinante. adesso lo sono un po meno. anche perche' ho dimenticato come esserlo. oppure non lo sono mai stato, e immagino tutto. oppure qualcos'altro che non so. oppure ventiquattromilasettecentoventicinque stronzate sono abbastanza (le ho contate). oppure suonare cam tugheder all'inizio sarebbe stato molto meglio per la mia salute mentale. non sarei finito qui a scrivere stronzate, al posto del sudocu. avrei guardato i porno piu' disinvoltamente. non so. forse il tribunale del riesame riuscira a stabilirlo. non so. forse i cognati di mio cugino avranno delle buone spiegazioni da dare al giudice, quando gli chiederanno di queste pillole che mi hanno dato e del perche contenevano cianuro, se sulla confezione c'e' scritto 'vai in culo al tuo dietologo: dimagrisci presto e mangiando quello che vuoi'. non so. mi nascono alcuni dubbi. prenderla adesso o l'anno prossimo? non so. forse farei meglio a chiedere aiuto al numero che ho trovato nel cesso della stazione di servizio di agrate brianza. arturo pompo per diletto. compongo il numero dal cellulare. sbaglio una prima volta. mi risponde un tale di rovigo. chi e'? arturo? no, ugo. scusi ho sbagliato numero. la seconda volta vado giusto. arturo e' preso da un altro lavoretto che non puo' spiegarmi adesso. qualcosa con delle zucchine. se posso richiamarlo in serata. gli dico che potrebbe essere troppo tardi. non ho tempo adesso stronzo. poi attacca ansimando.
rimango seduto in cucina. sul tavolo, oltre naturalemente alla cerata della zia titta (quella a quadri bianchi e rossi), questa scatola di pillole dimagranti. suona il campanello. mi alzo. sono in mutande. no cannottiera. no perditempo. guardo dallo spioncino. un venditore di enciclopedie. si direbbe. sto muto. dallo spioncino il tipo, la mano in tasca, si gratta i coglioni. scosta l'elastico della mutanda. poi suona ancora. pazienza. chi e'. salve sono fulvio montanazza della montanazza e montanazza figlio. avrei un affare imperdibile da proporle. la porta rimane chiusa. non ho tempo devo prendere delle pillole. e poi non sono presentabile. guardi che quando le diro' di cosa si tratta, non pensera' ad altro. ci penso su. mi gratto anch'io i coglioni. per solidarieta'. l'alternativa e' sempre meglio della cura dei cognati di mio cugino. la porta si apre.
seduti. davanti alla scatola di pillole. adesso in due. una lunghissima manfrina. vede nella vita ci sono cose molto importanti. i valori che fanno di un essere umano una "persona". non siamo delle bestie. la cultura e' importante. ed altre stronzate. montanazza fulvio della montanazza e montanazza figlio, arrivi al dunque! sono ormai convinto. la mano e' gia' sulla scatola. sul tavolo. arrivo subito al dunque. si sara' reso conto dell'importanza della cultura. lei ha la fortuna di essere l'unico a c








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pubblicato il 2018-04-19 alle 19:39:57