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un festino (eccone un'altra tutta sbagliata che la mia pigrizia mi impedisce di rileggere e correggere)
io e il mio amico donni ci eravamo rotti i coglioni. eravamo seduti sul muretto davanti al solito bar da ormai un paio d'ore. ed il seguito della giornata non prometteva niente bene. donni continuava a raccontarmi delle storie che aveva con una tipa senegalese, che lui continuava a scoparsi da tre mesi. la tipa era di un acido incredibile. ma con un culo che ne faceva dimenticare il caratterino. tanita, la fidanzata (e la f era maiuscola) batteva sullo stradone della ferrovia e che a donni la desse gratis era tutto da dimostrare. sta di fatto, che in quell'assolato e noiosissimo giovedi pomeriggio, il culo che chiedeva pieta' per le torture subite dal muretto, stavo per partorire una delle piu' grandi idee del secolo. il piano era quello di organizzare un festino di li a poco, che a casa mia i miei erano via in vacanza. gli invitati saremo stati io, donni, tanita ed una sua collega slava, cristina. avevo con me un po' di soldi ed ero sicuro che sarebbero stati un ottimo incentivo a partecipare al festino, sia per tanita che per cristina. il problema era donni.
non avrebbe mai accettato che la sua fidanzata (e la f era maiuscola) partecipasse ad un'orgia (ma l'apostrofo quando cominciamo a toglierlo? rimasugli di letterati bacchettoni). stavo scervellandomi per trovare un modo di indorare la pillola, quando donni mi fa dovresti vederla nuda, un gran pezzo di figa. mi arrapo solo a pensarci. si, dovresti.
colgo la palla al balzo. senti, donni, da un po' anch'io sto uscendo con una tipa. si chiama cristina. facciamo un scambio. da bravi amici. dai, donni. lo vedo accigliarsi. e sono nel dubbio di averlo offeso. poi mi ricordo la faccia di donni che riflette e mi tranquilizzo. ma si, c'ho voglia anch'io di cambiare buco. facciamolo. ok. gli lascio le chiavi di casa e gli dico di comprare dei preservativi e poi aspettarmi da me. che le vado a prendere io tutt'e due sullo stradone. arrivato sullo stradone, nel punto in cui di solito tanita e cristina tirano su i clienti, ci trovo anche un travone brasiliano e altri due stronzi, clienti forse. chiacchierano. tiro fuori i duecentocinquanta euro che avevo in tasca e gli spiego della festa. ripartiamo in quattro. finalmente comodi sul divano del soggiorno, chiacchieriavamo amabilmente. di trombare non se ne parlava. una bottiglia di sciardone' sul tavolino. cristina straiata sul fianco. la testa appoggiata sulla mano. la minigona casualmente alzata. a lasciare intravedere la mutanda. bruttissima. di quelle color carne. trasparente. il pelo nero non curato. donni era troppo preso dalla fidanzata (e la f era maiuscola). le tre stronze si guardavano bene dal cominciare. mi sporgo verso tanita. donni le stava dicendo qualcosa alla quale lei non era troppo interessata. le dico nell'orecchio che avevo voglia di vedere se ci sapeva fare con i travoni, e che li' ce n'era uno. in onore di altri due pezzi e mezzo all'orizzonte, tanita non se lo fa ripetere due volte. comincia ad accarezzare sotto la gonna il loro amico brasiliano. qualcosa in quella zona si gonfia. d'un tratto il citofono. donni, di casa, si alza. si? vogliono sciantal. probabilmente il travone. questo si alza. il pacco rigonfio. risponde ed apre il cancello. che cazzo, apre il cancello. poi apre anche la porta. mi alzo di scatto. che cazzo fai? ma non riesco nemmeno a raggiungere la porta. due tipi sono gia dentro. i due tipi che erano sullo stradone. ciao, mi fa uno. l'altro caccia mezzo chilo di lingua nella bocca del travone. si abbracciano. abbiamo saputo che c'era una festa. ed eccoci. quello che parla ha in mano un pacchetto di pasticceria. e nell'altra un sacco di tela. abbiamo portato questo. pasticceria siciliana bannatta. c'e' scritto su. hanno una brutta faccia. gli stronzi. l'intimo di sciantal entra in soggiorno. comincia a guardare i soprammobili. in particolare un vaso d'argento. bello, fa. poi caccia il resto della lingua anche nella bocca di tanita e cristina. un vizio. donni si incazza. la sua ragazza (e la f e' maiuscola). fa per alzarsi. ma lo slinguazzatore gli mette una mano in faccia e lo spinge di nuovo a sedere.
l'altro nel frattempo aveva cominciato a mangiare le pastarelle siciliane. ma adesso aveva in mano anche una pistola.
dice, uhm. vediamo un po' di animare questa festa. tira fuori dal sacco delle corde. le lancia a tanita. legali, amore, per favore. tanita sorride. ed esegue. si mette male. sciantal intanto sta facendo raccolta dell'argento dei miei.
il nostro pomeriggio continua con una solenne dose di mazzate. donni viene pure inculato.
l'amore e' un racket.







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pubblicato il 2007-05-03 alle 11:56:43