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una gitarella (eccone un'altra tutta sbagliata che la mia pigrizia mi impedisce di rileggere e correggere)
io ed il mio amico donni siamo andati in gita a lugano. sabato e domenica. l'intenzione era quella di rimediare un po' di figa lontano dall'ovile. dove le nostre gesta sarebbero potute arrivare ad occhi/orecchie non sufficientemente evolute per sopportarle. il programma era chiaro: sabato mattina, treno da cadorna. arrivo a lugano dopo un'oretta. permanenza in un alberghetto appena fuori citta'. come ci saremo arrivati era un buco nel piano. riposino fino alle cinque, sei del pomeriggio. poi inizio preparativi serata. doccia e tutto il resto. tassi'. infine ingresso trionfale al macello di marcello. la nostra meta.
donni aveva accettato di lavorare in officina dal fratello per le tre settimane precedenti, con l'intezione di mandarlo affanculo non appena avesse tirato su i cinquecento euro per la nostra gita piacere. i miei cinquecento erano usciti dal portafoglio di papa'. lui lo avrebbe saputo il lunedi. o prima, ma io sarei stato troppo distante. dei cinquecento una minima parte era destinata al viaggio/vitto/alloggio, il grosso, trecento euro, era per entrare al macello, locale di scambisti dove entrare senza troia al seguito non era gratuito. donni voleva portarsi la cugina, chantal, e la cosa non mi sarebbe dispiaciuta (perche' la cugina me lo faceva diventare proprio duro, magari in albergo avremo potuto fare un prepartita), in piu' dividire per due i trecento euro restanti veniva proprio comodo. solo che poi la cugina aveva trovato uno stronzo che la portava al mare. e addio cuginetto. davanti al locale, il buttafuori, il generale sucaminchia, come aveva cominciato a chiamarlo donni, ci squadrava da capo a piedi. il pezzo di merda aveva intenzione di lasciarci spompinare a vicenda a casa.
senonche' ad un certo punto vedo la cugina di donni che arriva, col tipo del mare, la puttana. a quanto pare sto stronzo doveva essere conosciuto nell'ambiente perche', quando vede che chantal ci saluta, dice qualcosa al generale pallemosce e questo ci fa entrare. no pagare. solo trombare. sorrido tra me e me per la mancata emoraggia. ed entriamo.
all'ingresso del posto un'anticamera, poi un'ampia sala. moquette rossa a terra. sulla destra il bancone del bar. dietro, il mezzo busto nudo di due gattine, intente a preparare delizie alcoliche agli stronzi seduti sul davanti.
sparsi nella stanza divani. mi guardo in giro, non succede quasi niente di eccesivo. una coppia che parla. due tipi che si baciano, uno tocca il cazzo dell'altro dai pantaloni. su un'altro divano, tre coglioni stanno guardando una tipa davanti a loro nuda che balla. si massaggiano la minchia.
donni mi dice vado al bar. ok. mi dirigo verso la ballerina. le accarezzo i capelli. lei continua. e io pure. solo che le tocco le tette e la figa. arrapatissimo. il biondino dei tre seduti, mi sembra apprezzi l'ingresso in scena del nuovo personaggo. mi inginocchio davanti a lei e le lecco doverosamente la passera. entro in estasi. ad certo punto qualcuno, forse il biondino, mi tocca la spalla come per farmi spostare. eh no, bello. sto lavoro l'ho cominciato io, e lo finisco io. penso. ma il tipo e' insistente, allora mi giro verso di lui. effettivamente, il biondino mi voleva spostare, solo che non era per cominciare lui. era incazzato. qualcuno avrebbe dovuto spiegarmi le regole: se non sei invitato e' molto maleducato mettere la mani addosso a qualcuno, tanto piu' la lingua. cosi' il biondino si era incazzato. sta quasi per menarmi. il tono della lite peggiora. finche' interviene generale piascinculo. mi prende di forza da dietro, il biondino finalmente si calma e continua il lavoro che inevitalmente bisognava finire.
il generale futtinculo mi porta in un'altra stanza. ci trovo chantal in latex nero con un frustino ed il cappello nazi che cammina in tondo intorno ad una figa legata su una sedia. una di quelle palle nere in bocca. altre persone giocano a carte. altre guardano. mi porta al tavolo dove stanno giocando. c'e' il tipo del mare, che senza parlare, guarda il generale e questo capisce. continua a stringermi da dietro. una morsa letale. a quanto pare, quello sguardo voleva dire che la mia seconda destinazione era il magazzino. ci finiamo, io, magicamente donni ed il generale. ci troviamo altri compari del generale. la nostra serata continua con una solenne dose di mazzate. donni viene pure inculato.
domenica mattina siamo gia' sul primo treno per milano.







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pubblicato il 2007-04-05 alle 16:47:25